di Pierangelo Colombo

lunedì 9 febbraio 2026

Hirpu. Il cacciatore: nascita di una storia sul confine della Storia

 Hirpu. Il cacciatore: nascita di una storia sul confine della Storia




La pubblicazione di Hirpu. Il cacciatore segna l’inizio di un percorso narrativo che affonda le radici in un tempo remoto, quando le Alpi non erano soltanto un confine geografico, ma una soglia culturale, umana e simbolica.

Il romanzo nasce dal desiderio di raccontare un mondo che raramente trova spazio nella narrativa contemporanea: quello delle popolazioni alpine preromane, sospese tra mito, rito e una Storia che sta per travolgerle. Alla vigilia della marcia di Annibale attraverso le Alpi, le comunità dei monti vivono secondo leggi antiche, fondate sulla caccia, sull’onore, sull’appartenenza al clan e su un rapporto diretto e spesso brutale con l’ambiente.

In questo contesto prende forma Hirpu, giovane cacciatore dei Graioceli, un ragazzo che si affaccia all’età adulta attraverso un rito di passaggio che dovrebbe sancire il suo ingresso nella comunità degli uomini. Ma il rito non conduce alla stabilità: al contrario, apre una frattura. Una disobbedienza, una caduta, una colpa e una visione impossibile — l’apparizione di un immenso esercito straniero che avanza tra le montagne — incrinano per sempre l’equilibrio del protagonista e del suo popolo.

Hirpu. Il cacciatore non è un romanzo d’azione nel senso tradizionale, né un racconto epico eroizzante. È piuttosto una storia di formazione aspra e senza consolazioni, in cui il passaggio all’età adulta coincide con la perdita dell’innocenza e con il peso della responsabilità. Hirpu non è un eroe destinato alla gloria, ma un uomo che si misura con la colpa, con l’eredità dei padri e con una verità che nessuno vuole ascoltare.

La scelta di ambientare la narrazione nel mondo dei Graioceli — popolazione alpina realmente attestata dalle fonti antiche — risponde a un’esigenza precisa: restituire dignità narrativa a quelle comunità che la Storia ha spesso relegato a comparse, citate solo in funzione delle grandi imprese militari. In questo romanzo, invece, lo sguardo resta basso, radicato nella terra, nella neve, nel corpo che fatica e sanguina. La Storia non è ancora arrivata, ma si avverte come un’ombra che cresce.

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Dal punto di vista stilistico, il romanzo cerca una lingua essenziale, concreta, capace di aderire al mondo che racconta. I dialoghi sono asciutti, le descrizioni privilegiano il paesaggio come forza viva e ostile, e il ritmo narrativo segue quello delle stagioni e della sopravvivenza. Non c’è spazio per l’enfasi: ogni scelta, ogni gesto, ogni parola pesa.

La pubblicazione in formato eBook su Amazon Kindle rappresenta il primo passo di un progetto narrativo più ampio. Hirpu. Il cacciatore è infatti il romanzo d’apertura delle Cronache dei Graioceli, un ciclo che intende esplorare, attraverso personaggi diversi e prospettive differenti, l’impatto dell’arrivo della grande Storia su un mondo arcaico destinato a scomparire o a trasformarsi radicalmente.

Un secondo romanzo, attualmente in lavorazione, proseguirà questo percorso, spostando il punto di vista e ampliando l’orizzonte narrativo. Se Hirpu racconta l’istante della frattura — il momento in cui il destino individuale entra in collisione con quello collettivo — il prossimo capitolo delle Cronache dei Graioceli affronterà le conseguenze di quella frattura, quando la Storia non è più presagio, ma presenza concreta e irreversibile.

Hirpu. Il cacciatore è dunque un inizio. Un primo passo in un territorio narrativo che non cerca scorciatoie né semplificazioni, ma che prova a restituire complessità, durezza e umanità a un passato che, pur lontano, continua a parlarci.

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