di Pierangelo Colombo

mercoledì 10 aprile 2019

Aspettando lo Strega; Il rumore del mondo

Prosegue il nostro appuntamento con i libri finalisti del Premio Strega 2019; oggi prendiamo in esame “Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario edito da Mondadori.  



L’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa.
La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un’imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta.
Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell’economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l’Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.

Recensione de SoloLibri. net
Il rumore del mondo” di Benedetta Cibrario è un romanzo affascinante e, a dispetto della mole che potrebbe scoraggiare, ma da cui non bisogna farsi ingannare, di facile ed interessante lettura.
Narra la storia di Anne Bacon, giovanissima moglie inglese di un conte torinese, Prospero Vignon, le cui vicende personali e coniugali attraversano nella narrazione dieci anni - dal 1838 al 1848 - in cui il Piemonte, l’Italia e l’Europa stessa marciano a grandi passi verso le Rivoluzioni che avrebbero portato a giorni scritti nella Storia di popoli e Paesi.
Anne, con il suo animo ferito da una malattia - il vaiolo - che l’ha minata nel fisico sciupandone la delicata bellezza, tutta tesa verso un futuro incerto, giunge in una Torino soltanto all’apparenza tranquilla, ma smossa in realtà da movimenti quasi sotterranei e nascosti volti al rinnovamento. Nella sua nuova casa, lontana da Londra e dalla sua famiglia, dovrà vestire il nuovo ruolo di moglie accanto a un uomo che suo malgrado non prova più per lei nessuna attrazione e nessun affetto e al suocero, il vecchio conte Casimiro, di cui dovrà conquistare la fiducia. Sarà un lavoro lungo e faticoso, ma Anne saprà alla fine raccoglierne i frutti, mentre tutto intorno a lei inizia ad assumere i contorni di un mondo sempre più amico ed in trasformazione.
Gli anni trascorsi caparbiamente accanto a Prospero, sempre più lontano e avvinto nell’amore per un’altra donna e a Casimiro, le regaleranno dolori e lutti, ma anche nuove insostituibili amicizie, come quella di Enrico e di Giulia e faranno di Torino e del Piemonte, con il suo Re travolto dal fiume impetuoso della Storia, la sua nuova Patria.
Un romanzo bello ed a tratti avvincente la cui forza maggiore sta, a mio parere, nella solida impalcatura storica e nelle meravigliose e dettagliate descrizioni - vero preziosismo stilistico della scrittrice - di ambienti luoghi e scenari che ci riportano i prepotenza in pieno XIX secolo.


Benedetta Cibrario è nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008). Rossovermiglio viene tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui la Germania, l'Olanda, il Portogallo, la Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011).


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